“1493. Pomodori, tabacco e batteri. Come Colombo ha creato il mondo in cui viviamo” di Charles Mann

Il libro della settimana: un saggio per conoscere i primi esempi di globalizzazione
Pubblicato su Dicembre 14, 2019, 12:02 am
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Scheda dell’editore

Se nel 1492 qualcuno avesse rivelato ai sovrani di Spagna Ferdinando e Isabella anche solo la metà delle conseguenze che avrebbero avuto i viaggi di Cristoforo Colombo da loro finanziati, molto probabilmente sarebbe stato incarcerato come un volgare truffatore.

Nessuno potè fare nulla, invece, contro la forza dirompente della realtà. Già a partire dal 1493, infatti, gli equilibri e gli assetti del pianeta furono letteralmente rivoluzionati: due mondi che, dopo la frattura geologica di 200 milioni di anni prima, erano rimasti estranei e ignoti l’uno all’altro, si incontrarono e si mescolarono, in un processo di reciproca osmosi e contaminazione che, da allora, è diventato sempre più intenso.

Alla luce della storia ambientale, inaugurata da Alfred Crosby con il concetto chiave di “Scambio colombiano”, e delle più recenti ricerche antropologiche, archeologiche e storiche, Charles Mann esplora la genesi e l’impetuoso sviluppo di questo “mondo nuovo”, unico e globale, nato da un autentico terremoto ecologico.

C. Mann – 1493

Le navi europee trasportarono oltreoceano – insieme ai coloni e, poi, agli schiavi – migliaia di specie botaniche sconosciute, e ne importarono altrettante. Il che spiega la presenza dei pomodori in Italia, delle arance in Florida, del cioccolato in Svizzera e dei peperoncini in Thailandia.

Al traffico di piante e animali s’intrecciò poi la circolazione involontaria e clandestina di altre “creature” che ebbero quasi sempre effetti devastanti sull’ambiente e sulla salute…

La nostra recensione

Ci ha incuriosito il titolo, precursore del tema di un testo che racchiude in sé una ricostruzione storico – geografica incredibile.

L’Autore racconta la genesi del libro: tutto parte da un piatto di pomodori.

Dall’analisi storica del pomodoro, assente nelle pietanze dei nostri progenitori romani o medievali, prende il via una sorprendente analisi di quello che è accaduto con la scoperta dell’America.

I protagonisti non sono soltanto il pomodoro ed il tabacco, ma soprattutto i batteri.

Le navi in corsa tra le sponde dell’oceano sono cariche di nuovi alimenti e preziosi metalli, ma soprattutto di batteri.

La scoperta dell’America riunisce ciò che la formazione terrestre aveva diviso: uno scambio di batteri ed insetti e, sempre vicendevolmente,  dei prodotti della terra.

Cosa accade? Un terremoto ecologico.

Cambiano i ritmi e le dinamiche agricole, cambia la storia del suolo.

E le api? Quelle api europee che gli indigeni chiamavano “mosche inglesi”? Cambia l’impollinazione, inevitabile.

Il libro, in un susseguirsi di episodi e cusriosità, descrive questi cambiamenti al passo con i cambiamenti climatici: la diminuzione di Co2, la devastazione boschiva con il fuoco, la glaciazione due secoli dopo.

In effetti, il testo inquadra, con una penna leggera ed intuitiva senza svilire l’apporto scientifico, “come Colombo ha creato il mondo in cui viviamo”, sotto ogni profilo, alimentare ed ambientale, fornendo una continuità storica alle dinamiche odierne.

Consigliatissimo.

1493. Pomodori, tabacco e batteri. Come Colombo ha creato il mondo in cui viviamo (link pubblic.)