PFAS e rischi per la salute: aggiornate le soglie di tolleranza

L’EFSA deposita un parere aggiornato sui rischi per la salute umana da esposizione ai PFAS. Il consumo alimentare come veicolo di assunzione di PFAS.
Pubblicato su Ottobre 26, 2020, 11:23 pm
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L’EFSA ha pubblicato un parere scientifico nel quale si indica la nuova soglia di sicurezza per le principali sostanze perfluoroalchiliche, o PFAS, che si accumulano nell’organismo umano.

Il parere scientifico offre una valutazione sui rischi per la salute umana derivanti dalla presenza di queste sostanze negli alimenti.

La dose settimanale tollerabile di gruppo (DST) ora viene indicata in 4,4 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo alla settimana.

Cosa sono i PFAS

I PFAS sono un gruppo di sostanze chimiche artificiali prodotte e utilizzate in tutto il mondo in vari settori industriali (ad es. tessile, prodotti per la casa, prodotti antincendio, automobilistico, alimentare, edile, elettronico).

L’esposizione a queste sostanze chimiche può provocare effetti nocivi sulla salute e l’uomo può essere esposto ai PFAS in vari modi.

Il consumo di alimenti può essere veicolo di assunzione di PFAS, tenuto conto che tali sostanze sono presenti frequentemente in acqua potabile, pesce, frutta, uova e prodotti a base di uova.

I quattro PFAS su cui si è incentrata la valutazione dell’EFSA sono

  • acido perfluoroottanoico (PFOA)
  • acido perfluoroottansolfonico (PFOS)
  • acido perfluorononanoico (PFNA)
  • acido perfluoroesano sulfonico (PFHxS).

La fascia d’età più esposta è l’infanzia: secondo gli scienziati dell’EFSA, bambini piccoli ma anche quelli più grandi sono maggiormente esposti.

La presenza di PFAS nei neonati deriva dall’esposizione durante la gravidanza e l’allattamento al seno è il principale fattore causale.

In che modo gli alimenti si contaminano con i PFAS?

L’EFSA individua le modalità con cui gli alimenti si contaminano con i PFAS

  • dai terreni o da acque contaminate usate per coltivarli
  • dai PFAS concentratisi nell’organismo di animali tramite mangimi e acqua
  • da imballaggi alimentari contenenti PFAS
  • da attrezzature contenenti PFAS usate per le lavorazioni alimentari.

Il maggiore effetto critico; la novità rispetto al parere 2018

Nello stabilire la dose settimanale tollerabile di gruppo (DST) di PFAS, gli esperti EFSA hanno tenuto in considerazione l’effetto più critico per la salute umana.

Nel parere del 2018, il maggior effetto critico del cumulo in eccesso delle sostanze in questione nell’organismo umano era considerato l’aumento del colesterolo; in quella sede erano previsti anche DST distinti per i PFOS e i PFOA.

Nello studio appena pubblicato, invece, la diminuita risposta del sistema immunitario alle vaccinazioni è considerato l’effetto più critico.

Nel 2020 l’EFSA ha riesaminato tali sostanze alla luce delle conoscenze scientifiche più attuali e seguendo, peraltro, le recenti linee guida per la valutazione dell’esposizione congiunta a più sostanze chimiche (EFSA 2019 – Guidance on harmonised methodologies for human health, animal health and ecological risk assessment of combined exposure to multiple chemicals).

Il parere scientifico è stato elaborato tenendo conto anche dei riscontri ricevuti da organismi scientifici, cittadini ed enti competenti degli Stati membri a seguito della consultazione pubblica tenutasi febbraio e aprile 2020 (per gli esiti della consultazione pubblica, link). 

Lo studio pubblicato dall’EFSA intende coadiuvare i gestori del rischio nella tutela dei consumatori dall’esposizione ai PFAS tramite l’alimentazione.

(fonte EFSA – Risk to human health related to the presence of perfluoroalkyl substances in food)

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Redazione