Relazione sul controllo degli additivi alimentari: i dati sui campionamenti 2018

Il Ministero della Salute pubblica la Relazione al Piano nazionale additivi 2015-2018 relativa ai dati 2018. Carne, bevande e pesce le categorie più controllate.

Pubblicato su Febbraio 04, 2020, 8:31 pm
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Il Ministero della Salute ha oggi comunicato di aver pubblicato la Relazione al Piano nazionale additivi (AA) 2015-2018 relativa ai dati 2018.

Con il 2018,  infatti, si è concluso il primo ciclo di attività del “Piano Nazionale additivi alimentari 2015 –2018”, la cui attuazione “fornisce informazioni sulla verifica della conformità riguardante l’utilizzo degli AA nelle produzioni alimentari (Regolamento (CE) n. 1333/2008 e successive modifiche) e dati sul controllo dei requisiti di purezza degli stessi AA ai sensi del regolamento (UE) n. 231/2012”.

I dati elaborati emersi dai controlli effettuati vengono trasmessi dai laboratori attraverso la piattaforma NSIS –VIG, aggiornata proprio nel 2018 sulla base del modello Standard Sample Description (SSD2) adottato dall’EFSA per armonizzare le modalità di raccolta dati il nuovo sistema è ora chiamato NSIS –VIG2).

I numeri della Relazione additivi 2018

Questa la sintesi del campionamento:

  • sono stati analizzati 2477 campioni, tra prodotti alimentari ed additivi tal quali; nel primo caso i campioni sono stati di gran lunga superiori rispetto a quelli richiesti dal Piano (2275 contro le 92 richieste), per gli additivi tal quali alcune Regioni/Provincie autonome hanno effettuato un campionamento inferiore al previsto (in 3 casi non risulta effettuato alcun campionamento).
  • 9203 le determinazioni analitiche, di cui 546 riguardanti la valutazione dei requisiti di purezza degli additivi
  • su 2477 campioni totali sono state riscontrate 27 non conformità, riguardanti tutte la linea di attività additivi alimentari/alimenti, corrispondenti all’1,1% dei campioni analizzati.
é la carne la categoria con più campionamenti
  • Nel 2018  tutte le categorie alimentari previste dal Piano sono state oggetto di campionamento (2275 campioni); tra le 18 categorie alimentari quella che risulta essere stata maggiormente esaminata è stata la categoria 8.Carne seguita dalla categoria 14.Bevande e 9.Pesca e prodotti della pesca. Le non conformità sono state, appunto, 27.
  • Le percentuali di analisi sugli AA nei prodotti alimentari, suddivise per categorie funzionali, risultano essere:
    • 52% sui conservanti (di cui il 24.5% solfiti; il 21.7% nitriti e nitrati ed il 53.8% acido sorbico/acido benzoico e benzoati);
    • 29.2% sui coloranti;
    • 6.5% su edulcoranti;
    • 5.3% sui coloranti non autorizzati.
    • 2.6% su agenti umidificanti;
    • 2.6% su altre categorie funzionali;
    • 1.8% su antiossidanti.
  • Per quanto riguarda i requisiti di purezza AA tal quali,  nel 2018 sono stati campionati tutti gli AA indicati nel Piano. Quelli maggiornamente e quelli maggiormente analizzati sono stati: l’acido citrico, l’acido ascorbico; i sali di metabisolfito, la pectina, il glicerolo, la gomma arabica, la curcumina, il sorbitolo ed altri additivi non indicati nel Piano tra cui acido sorbico, nitrati, farina di carrube, sali di bicarbonato ed altri. Nessuna non conformità.
é il pesce la categoria con il maggior numero di non conformità
  • Le Non conformità, cui sono seguite le previste azioni correttive, risultano così ripartite per AA:
    • 13 per anidride solforosa (48% delle NC)
    • 3 per acido sorbico (11.1% delle NC)
    • 3 per acido citrico (11.1% delle NC)
    • 2 per nitrati
    • 2 per polifosfati
    • 1 per rosso ponceau
    • 1 per giallo tramonto
    • 1 per rosso allura
    • 1 per acido benzoico
  • Questa la ripartizione per categoria alimentare delle non conformità
    • 44.5% in Pesce e prodotti della pesca–cat.9
    • 29.6% in Carni –cat.8
    • 11.1% in Bevande –cat.14
    • 7.4% in Prodotti di confetteria –cat.5
    • 3.7% in Prodotti da forno –cat.7
    • 3.7% in Sali, spezie, zuppe –cat.1

Analisi conclusiva dei dati

Dal comunicato del Ministero della Salute, si evidenzia che “l’utilizzo degli additivi alimentari nelle diverse filiere di produzione avviene conformemente ai regolamenti ed in modo controllato”.

Ed infatti, alla luce dei dati “il sistema di categorizzazione del rischio utilizzato nel Piano, basato prevalentemente su indicatori di carattere valutativo/tossicologico, appare sostanzialmente adeguato”.

Si riporta, dunque, la sintesi delle risultanze:

  • le richieste del Piano Nazionale per il controllo degli additivi alimentari nei prodotti alimentari risultano soddisfatte. Il controllo dei requisiti di purezza sugli additivi alimentari tal quali ha visto un incremento dei campioni raggiungendo il 90% dei campioni previsti
  • gli additivi alimentari compresi nella categoria funzionale dei conservanti rappresentano le sostanze maggiormente ricercate, elemento positivo alla luce della loro importanza tecnologica nel preservare la salubrità degli alimenti
  • la percentuale delle determinazioni analitiche dei coloranti è rimasta invariata, mentre è aumentata la percentuale di quelle degli edulcoranti, elemento positivo alla luce degli aumentati consumi di prodotti alimentari a ridotto contenuto energetico
  • la percentuale maggiore di NC (59%) è riconducibile all’uso illegale di additivi alimentarinei prodotti di origine animale, al fine di prolungarne la shelflife. Questo dato evidenzia la necessità di prevedere un controllo adeguato delle possibili pratiche fraudolente finalizzate al prolungamento artificiale (potenzialmente pericoloso) del tempo di vita commerciale degli alimenti
  • i requisiti di purezza (metalli pesanti) degli additivi alimentari sono risultati sempre conformi alla normativa
  • la percentuale riscontrata di prodotti non conformi nel 2018 è pari a 1,1% e pertanto è leggermente diminuita rispetto agli anni precedenti (2% nel 2015; 1.3% nel 2016; 1.5 % nel 2017).

La relazione al PIano Nazionale additivi alimentari 2015 –2018

(Fonte Ministero della Salute)

Redazione