INFLAMMAGING: DI COSA SI TRATTA?

L'infiammazione cronica o Inflammaging. Differenze con l'infiammazione acuta. I rapporti con la senescenza. Cause che innescano il processo
Pubblicato su Agosto 22, 2023, 8:00 am
6 mins

L’infiammazione o flogosi è un meccanismo di difesa innato non specifico, che costituisce una risposta protettiva dell’organismo conseguente all’azione dannosa di agenti fisici, chimici e biologici.

Obiettivo finale dell’infiammazione è l’eliminazione della causa che ha originato il danno cellulare o tissutale.

 L’infiammazione, quindi, serve ad eliminare la causa che ci ha provocato la malattia; mette in moto una serie di meccanismi che favoriscono la riparazione o la sostituzione del tessuto danneggiato e, come tale, è qualcosa di estremamente positivo

Infiammazione acuta

L’infiammazione serve a diminuire, distruggere e confinare l’agente lesivo, affinché l’organismo torni allo stato di salute e benessere iniziale.

È grazie all’infiammazione che ogni malattia, quindi, può essere superata.

Tale infiammazione, definita acuta, è l’infiammazione buona.

Vengono rilasciate molecole antinfiammatorie. Obiettivo è che tutto torni come prima.

INFLAMMAGING = infiammazione cronica o silente

Esiste poi una infiammazione cronica o silente anche detta INFLAMMAGING che ha una lenta evoluzione ed è provocata da fattori che agiscono nel tempo in modo inavvertito (possono essere cibi, batteri ecc…).

Non è identificabile un fattore scatenante, non sembra presente un’infezione, non sembra presente un danno tissutale.

In questo caso non sono rilasciate molecole antinfiammatorie e lo stato infiammatorio si autoalimenta, continua nel tempo, spesso è asintomatico e sistemico ossia globale e cioè può riguardare tutto l’organismo; ogni qual volta c’è un elemento dannoso esso agisce su tutto il corpo.

L’infiammazione cronica è quindi dannosa e nel tempo, con l’aumentare dell’età, può diventare malattia; accompagna, infatti, ogni malattia della vecchiaia quale obesità, diabete tipo 2, resistenza insulinica, malattie neurodegenerative, morbo di Alzheimer, malattie cardiache, aterosclerosi, neoplasie maligne etc.

La correlazione tra infiammazione cronica e invecchiamento

Esiste una stretta correlazione tra inflammaging e invecchiamento o senescenza e non si sa bene cosa venga prima e cosa alimenti l’altro ed inoltre i meccanismi attraverso i quali l’inflammaging influenzi lo sviluppo della malattia non sono ancora ben chiari.

L’invecchiamento deriva dall’unione di due parole, infiammazione e il termine inglese aging ossia invecchiamento, senescenza. 

È il risultato di due elementi ossia

  • da una parte dall’accumulo di danni non riparati a tutti i livelli (molecolare, cellulare, tessutale)
  • dall’altra dalla perdita della capacità dell’organismo di reagire, adattarsi, o neutralizzare tali danni attivando percorsi di riparazione e difesa fisiologici.

Cause che innescano processo di inflammaging

Lo stress, il cattivo sonno, la vita sedentaria, l’alimentazione, lo stile di vita, lo stress ossidativo, i fattori epigenetici sono, tutti insieme, fattori che contribuiscono a sviluppare progressivamente l’inflammaging su tre livelli:

  • molecolare
  • cellulare
  • sistemico.

Una delle cause principali dell’innesco dell’inflammaging può essere la condizione di disbiosi e di intestino permeabile; d’altro canto è l’invecchiamento stesso che causa alterazioni del microbiota intestinale e quindi inflammaging.

Effetti dell’infiammazione cronica nella senescenza

Con la senescenza

  • si ha una riduzione della produzione di acidi grassi a catena corta, in particolare il butirrato, che hanno spiccate proprietà antiinfiammatorie.
  • aumentano i ceppi patogeni che a loro volta fanno aumentare la produzione di molecole pro-infiammatorie LPS (Lipopolisaccaride) e citochine.

Diminuiscono dunque i sistemi di difesa che ha l’organismo contro le sostanze ossidanti; le cellule dei macrofagi invecchiano e cominciano a non esplicare più la loro azione difensiva ma addirittura diventano essi stessi produttori di sostanze pro infiammatorie e di cellule senescenti.

Le cellule senescenti sono le responsabili di quasi tutte le malattie della vecchiaia perché producono sostanze che attivano inflammaging.

Quando una cellula diventa senescente rende senescenti le cellule che stanno accanto aumentando l’inflammaging come una reazione a catena.

A livello sistemico inflammaging si manifesta con la disfunzione endoteliale, la sindrome metabolica, la resistenza insulinica, le malattie neurodegenerative.

Ma cosa si può fare per rallentare il processo di inflammaging e di invecchiamento e ossidazione delle nostre cellule?

Un aiuto fondamentale vedremo verrà dall’alimentazione, dalla nutraceutica e dall’attività fisica.

Ne parleremo nei prossimi articoli.

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Silvio Spinelli

Laureato in medicina e chirurgia, specialista in psichiatria, esperto in omeopatia e terapia nutrizionale. Docente a contratto Università Unicusano e Docente Università Popolare Accademia Internazionale di Nutrizione Clinica. Da anni impegnato nello sviluppo di progetti sulla cucina del benessere, oltre che autore di libri e articoli sul tema. Di pari passo al lavoro ospedaliero ha continuato infatti ad approfondire lo studio della nutrizione e dell’omeopatia, applicando tali metodiche terapeutiche alla pratica clinica. Da sempre il suo impegno è votato alla diffusione di un’alimentazione basata sulla conoscenza delle diverse proprietà degli alimenti e alla definizione della cucina come componente utile per raggiungere uno stato di benessere in base al tipo di cottura e di associazione a cui sono sottoposti gli alimenti. Perché i cibi, sostiene, possono essere utili, inutili o anche molto nocivi alla salute.

Laureato in medicina e chirurgia, specialista in psichiatria, esperto in omeopatia e terapia nutrizionale. Docente a contratto Università Unicusano e Docente Università Popolare Accademia Internazionale di Nutrizione Clinica. Da anni impegnato nello sviluppo di progetti sulla cucina del benessere, oltre che autore di libri e articoli sul tema. Di pari passo al lavoro ospedaliero ha continuato infatti ad approfondire lo studio della nutrizione e dell’omeopatia, applicando tali metodiche terapeutiche alla pratica clinica. Da sempre il suo impegno è votato alla diffusione di un’alimentazione basata sulla conoscenza delle diverse proprietà degli alimenti e alla definizione della cucina come componente utile per raggiungere uno stato di benessere in base al tipo di cottura e di associazione a cui sono sottoposti gli alimenti. Perché i cibi, sostiene, possono essere utili, inutili o anche molto nocivi alla salute.